Terapie convenzionate SSN

Magnetoterapia

Chiamata tecnicamente “elettromagnetoterapia pulsata ad alta frequenza” la Magnetoterapia elettromagnetica è particolarmente indicata nelle affezioni dolorose localizzate, ha inoltre la proprietà di accelerare la rigenerazione cellulare, migliorare lo stato del sistema nervoso, neurovegetativo e vascolare; ridurre la viscosità del sangue; attenuare i dolori e gli stati infiammatori; produrre una notevole azione sedativa

Ultrasuoni

L’ultrasuonoterapia utilizza l’energia meccanica delle onde sonore (a frequenze molto elevate e quindi non udibili dall’orecchio umano). Può essere somministrata con due modalità diverse: a contatto diretto, con testina mobile o fissa, e ad immersione (utile quando le superfici da curare sono troppo piccole o irregolari o quando la zona è così dolente da impedire il contatto diretto).

Laserterapia

La Laserterapia sfrutta le particolari caratteristiche fisiche della luce Laser con lunghezza d’onda di 1064 nm. per trasferire energia ai tessuti sofferenti e ripristinare, attraverso l’effetto fotochimico, l’equilibrio energetico compromesso. La conseguente riattivazione del metabolismo cellulare induce una cascata di effetti biologici che sfociano nella remissione del dolore, la diminuzione dell’infiammazione, il riassorbimento dell’edema.

Corrente continua

Corrente galvanica: galvanizzazione, ionoforesi.

Correnti variabili a bassa frequenza

a) correnti diadinamiche: monofase, monofase interrotta, difase, difase interrotta, diadinamiche corto periodo e diadinamiche lungo periodo, isodinamiche
b) elettrolipolisi c) tens.

Correnti variabili a media frequenza

a) correntiinterferenziali:interferenziali,interferenzialiautoscan,interferenziali isopotenziali, campo direzionale manuale, campo direzionale automatico
b) mediefrequenzemodulate
c) correntidiTraebert
d) trenid’impulsi

Correnti variabili - elettroterapia di stimolazione muscolare

a) muscolinormalmenteinnervatioinviadireinnervazione:correntirettangolari, correnti triangolari, corrente faradica.
b) muscoli ipotrofici: correnti di Kotz

Correttiva

Il lavoro parte necessariamente da un’attenta analisi degli elementi che caratterizzano, nel singolo individuo, gli eventi che hanno portato alla sofferenza e le sue modalità d’espressione sia cliniche, sia cognitive. Si tratta, quindi, di effettuare prima di tutto una valutazione di elementi relativi al disturbo fisico (menomazione), all’effetto di questo sulle attività funzionali (disabilità o deficit), alle conseguenze limitanti nelle attività lavorative, sociali, ecc. (handicap), attribuendo un valore più o meno marcato agli aspetti legati a fattori prettamente corporei, piuttosto che all’atteggiamento psicologico o anche d’informazione scorretta del Paziente relativamente alla propria condizione clinica (fattori bio-psico-sociali).

Kinesi Terapia

KINESI TERAPIA

Il termine kinesi deriva dal greco “Kinesis” e significa movimento.
Quando il terapista muove un segmento corporeo del paziente si parla di Kinesi passiva, se il paziente muove attivamente un arto e il terapista lo aiuta, sostenendone in parte il peso, parliamo di Kinesi attivo-assistita. È un trattamento individuale.
L’obiettivo è quello di facilitare il recupero della corretta ampiezza articolare di una o più articolazioni.

A cosa serve
In seguito ad un trauma, un intervento chirurgico, una immobilizzazione prolungata (gesso, tutori etc.) un’articolazione può perdere la capacità di muoversi nei i suoi piani fisiologici per una riduzione di elasticità tissutale.
Attraverso varie tecniche, il terapista mobilizza le articolazioni coinvolte nella limitazione cercando, attraverso un lavoro graduale, di far riacquistare al paziente la maggior mobilità consentita.
Come funziona
Durante il trattamento il terapista utilizza pompage articolari e muscolari, de-coaptazioni articolari, facilitazioni neuro-muscolari, massaggio; a seconda della patologia o del tipo di intervento chirurgico. Vengono strettamente rispettati i tempi biologici di guarigione; durante tutto il trattamento si lavora sotto soglia algica, ossia senza far percepire dolore.
Questo tipo di trattamento è parte integrante di un programma riabilitativo più ampio in cui alla mobilizzazione passiva e attivo-assistita vengono associate, rispettando modalità e tempi, riabilitazione e rieducazione sia in acqua che a secco.
Le sedute hanno una durata di circa 30 minuti e, a seconda del programma definito, la frequenza può variare da una a più volte la settimana.
Indicazioni
Trattamento dopo intervento chirurgico che comporti il recupero della mobilità articolare.
Trattamento dopo immobilizzazione con gesso, tutori o valve.
Ogni qualvolta si abbia una riduzione di articolarità.s. Vivamus elementum semper nisi. Aenean vulputate eleifend tellus.

La soluzione al tuo problema è a portata di mano

Contatta i nostri esperti

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF